Elaborazione Dati per le Imprese

17 Dicembre 2009 - Commenti

Inventario di magazzino di fine anno

Tratto da Euroconference “Circolare mensile per l’impresa” 12/2009

Con l'avvicinarsi della fine dell'anno, per la maggior parte delle imprese (il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare) è necessario procedere con la valutazione delle giacenze di magazzino relativamente a merci, semilavorati, materie prime, materie sussidiarie e di consumo, prodotti in corso di lavorazione, lavori in corso su ordinazione e prodotti finiti esistenti al 31 dicembre 2009. Tale valutazione di fine anno è finalizzata alla verifica della corrispondenza tra le giacenze effettive e le risultanze contabili e viene effettuata in base:

Si invitano, pertanto, tutti i Clienti che svolgono attività d’impresa a redigere l’inventario analitico di magazzino, nel quale dovranno essere indicate su apposita distinta analitica le giacenze.
Si ricorda che la valutazione deve essere riferita ai suddetti beni presenti presso:

Devono invece essere esclusi i beni esistenti presso la società ma giuridicamente di proprietà di terzi, per esempio ricevuti in deposito, lavorazione o visione, che troveranno opportuna indicazione tra i conti d’ordine. Anche per i beni propri presso terzi, al fine della corretta indicazione in bilancio, è opportuna la rilevazione tra i conti d’ordine.
È bene fare particolare attenzione alla merce in viaggio: qualora sia già di proprietà dell’impresa ma non sia ancora pervenuta in magazzino, deve obbligatoriamente essere inclusa fra le rimanenze.
La norma civilistica prevede che qualora vi sia un differimento apprezzabile:

tra la valorizzazione del magazzino effettuata con uno dei metodi consentiti, nello specifico il costo medio ponderato annuale, il Fifo, il Lifo (continuo o a scatti annuali o mensili)

 

e i costi correnti

 

la differenza dovrà essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa (laddove redatta).

In tale situazione sarà necessario redigere un prospetto indicante entrambi i valori.

Per gli esercenti attività di commercio al minuto che adottano il metodo del prezzo al dettaglio, si potrà compilare una distinta di tutte le merci in rimanenza al 31/12/09, la cui somma dei prezzi di vendita, scorporata della percentuale di ricarico, determinerà il valore delle rimanenze, illustrando opportunamente i criteri e le modalità di calcolo adottate. Tale metodo di valutazione viene, generalmente, utilizzato dalle imprese della grande distribuzione che commercializzano un elevato numero di prodotti.

In ordine alla valutazione delle giacenze si tenga presente che:


nel costo di acquisto

 

si computano anche i costi accessori di diretta imputazione esclusi gli oneri finanziari (spese di trasporto, dogana), al netto di resi, sconti, abbuoni e premi;


nel costo di produzione

 

si comprendono tutti i costi direttamente imputabili al prodotto (materiali, mano d’opera, semilavorati, imballaggi e costi relativi a licenze di produzione) e possono essere compresi anche altri costi per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto (stipendi e salari della manodopera diretta, ammortamenti direttamente imputabili alla produzione, manutenzioni e riparazioni direttamente imputabili). Le spese generali amministrative e i costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione;

Il costo dei beni fungibili (beni di massa la cui rimanenza non è identificabile rispetto ad un particolare acquisto) può essere calcolato con il metodo della media ponderata ovvero con quello Lifo o Fifo.
Si invitano, quindi, i gentili Clienti a predisporre l’inventario con la massima cura e precisione, tenendo conto che, sotto il profilo fiscale, il dettaglio delle rimanenze dovrà essere conservato ed eventualmente esibito per far fronte ad accessi, ispezioni, verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

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